Protezione Internazionale

Protezione Internazionale, Protezione Sussidiaria, Motivi Umanitari

COMMISSIONE TERRITORIALE PER LA PROTEZIONE INTERNAZIONALE

La Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale è l’Organo preposto a decidere sulle domande di protezione internazionale di cittadini stranieri provenienti da paesi Extra Europei. Entro 30 giorni dalla presentazione della domanda di protezione internazionale, la Commissione Territoriale convoca lo straniero per l’audizione e si riserva la decisione nel merito che avviene, solitamente, entro i tre giorni successivi. Lo straniero può richiedere la Protezione Internazionale alla Polizia di Frontiera o alla Questura dello Stato di primo ingresso, compilando il modello C, attestante le ragioni della richiesta. A seguito della richiesta di Protezione Internazionale, lo Straniero riceverà un permesso di soggiorno temporaneo valido sino alla decisione della Commissione Territoriale competente.

La Commissione Territoriale per la Protezione Internazionale può:

  • Riconoscere lo status di Rifugiato e concedere il diritto di Asilo Politico
  • Concedere la protezione sussidiaria
  • Concedere la protezione umanitaria
  • Rigettare la richiesta


ASILO POLITICO

Il permesso di soggiorno per Asilo Politico:

  • è rilasciato al titolare dello Status di Rifugiato
  • ha validità 5 anni
  • è rinnovabile
  • consente l’accesso allo studio, al lavoro, al servizio sanitario e sociale
  • da diritto a circolare liberamente all’interno del territorio dell’Unione Europea
  • da diritto al ricongiungimento familiare in deroga ai requisiti di alloggio e di reddito  previsto per gli altri tipi di permesso di soggiorno
  • da diritto a chiedere la cittadinanza italiana dopo cinque anni di residenza

E’ rifugiato “chi temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di siffatti avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra”. Art. 1 Convenzione di Ginevra
“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.”. Art. 10, comma 3 Costituzione Italiana.

Non può ottenere il riconoscimento dello status di Rifugiato colui che:

  •  ha già ottenuto il riconosciuto dello status di Rifugiato in un altro Paese
  • ha commesso crimini di guerra o gravi delitti nel proprio paese
  • è stato condannato in Italia per un arresto in flagranza
  • risulta pericoloso per la sicurezza dello stato o appartiene ad associazioni di tipo mafioso o terroristico


PROTEZIONE SUSSIDIARIA

La Commissione Territoriale per la protezione internazionale, qualora non sussistano i presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato concede la protezione sussidiaria quando sussistono fondati motivi di ritenere che lo straniero, se ritornasse nel Paese di origine, o l'apolide, se ritornasse nel Paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale, correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno alla persona. Lo straniero a cui è riconosciuta la protezione sussidiaria deve richiedere il permesso di soggiorno alla Questura del luogo di residenza o di domicilio.

Il permesso per protezione sussidiaria:

  •  ha una durata di 5 anni
  • è rinnovabile
  • consente l’accesso allo studio; al lavoro, al servizio sanitario
  • da diritto al ricongiungimento familiare in deroga ai requisiti di alloggio e di reddito previsto per gli altri tipi di permesso di soggiorno
  • consente di presentare richiesta del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo
  • da diritto a richiedere la cittadinanza dopo 10 anni di residenza


PROTEZIONE UMANITARIA

La Commissione Territoriale per la protezione interazionale, qualora non sussistano i presupposti per il riconoscimento dello status di Rifugiato può concedere la protezione umanitaria qualora ricorrono “seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano”.
Lo straniero può richiedere il permesso per motivi umanitari direttamente alla Questura compilando il modulo 210.

Il permesso di soggiorno per motivi di protezione umanitaria:

  •  ha validità da 6 mesi a 2 anni
  • è rinnovabile
  • consente l’accesso allo studio, al lavoro, al servizio sanitario e sociale
  • consente di presentare richiesta del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
  • non consente il ricongiungimento familiare

 
FASE GIURISDIZIONALE

 IL RICORSO 

 L’art. 6, L. 46/17, introduce l’art. 35 bis, D. Lgs. 28/2005 che disciplina il rito che verrà applicato per le controversie che insorgeranno dopo il 17.8.2017 in materia di riconoscimento della protezione internazionale. Di seguito lo schema in sintesi.

Il rito è quello previsto dagli artt. 737 ss c.p.c., quindi il rito è camerale.

I termini per impugnare: 30 gg. dalla notificazione del provvedimento della CT, ovvero 60 se il ricorrente risiede all’estero, a pena di inammissibilità, con possibilità di invio a mezzo del servizio postale o tramite rappresentanza consolare o diplomatica italiana (in tal caso la procura speciale al difensore è rilasciata altresì dinnanzi all’autorità consolare). I termini sono ridotti a 15 gg. nei casi di cui all’art. 28 bis, co. 2, D. Lgs. 28/2005: - domanda manifestamente infondata, - domanda reiterata senza addurre nuovi elementi, - domanda presentata dopo essere stato fermato per avere escluso o tentato di eludere i controlli alla frontiera, ovvero fermato in condizioni di soggiorno illegale, al solo scopo di impedire l’adozione o l’esecuzione di un provvedimento di espulsione o respingimento, - nei casi di trattenimento ex art. 6, D.Lgs. 142/2015 ( a sua volta modificato dagli artt. 8 e 17, L. 46/17).

In relazione a queste controversie non opera, a far data dal 17.8.17 la sospensione feriale dei termini processuali.

Sospensiva: ordinariamente la presentazione tempestiva del ricorso sospende l’efficacia esecutiva del provvedimento della CT, ad eccezione dei seguenti casi: - richiedente trattenuto in un CPR (ex CIE) - provvedimento di inammissibilità della domanda - domanda ritenuta manifestamente infondata - domanda presentata dopo essere stato fermato per avere eluso o tentato di eludere i controlli alla frontiera, ovvero fermato in condizioni di soggiorno illegale, al solo scopo di impedire l’adozione o l’esecuzione di un provvedimento di espulsione o respingimento

In questi casi la sospensiva non è automatica, può essere accordata a seguito di richiesta del ricorrente in presenza di gravi e circostanziate ragioni con decreto motivato da assumersi inaudita altera parte - entro 5 gg. dal deposito della richiesta. Se la sospensiva è accolta, tranne che il ricorrente sia trattenuto in un CPR, gli è rilasciato un permesso di soggiorno per attesa asilo. Non è mai sospesa l’efficacia esecutiva del provvedimento della CT nei casi in cui questa dichiari, per la seconda volta, inammissibile la domanda reiterata senza addurre elementi nuovi.

Il Tribunale in composizione collegiale decide con decreto nel termine di 4 mesi dalla presentazione del ricorso sulla base degli elementi esistenti al momento della decisione: rigetta il ricorso ovvero riconosce una delle protezioni previste. In caso di rigetto viene meno l’effetto della sospensiva, anche se il decreto non è definitivo.

Il decreto non è reclamabile ma ricorribile entro 30 gg. dalla comunicazione della cancelleria.